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Lodi


A Lodi la conferenza organizzativa delle Acli Lombardia
La relazione del presidente Armelloni indica le priorità associative
di Giovanni Garuti - 01/03/2010

FOTO - Il logo della Conferenza organizzativa programmatica lombarda.

Una ricerca fra i cittadini lombardi e italiani sulla conoscenza delle attività delle Acli e delle iniziative dei Circoli parrocchiali e territoriali dell’Associazione, ha fatto da sfondo alla relazione del Presidente regionale, Giambattista Armelloni, alla Conferenza organizzativa e programmatica che si è svolta a Lodi per valorizzare la realtà e le realizzazioni del movimento aclista della provincia lodigiana.

Le testimonianze dei rappresentanti della Lombardia, del Sindaco di Lodi, del Vescovo, mons. Merisi, del Presidente della Fondazione Cariplo, Guzzetti, e del Segretario della Cisl, Petteni, hanno fatto emergere l’apprezzamento della Chiesa, delle Amministrazioni pubbliche, delle Istituzioni private e del Sindacato, per l’impegno delle Acli al servizio dei lavoratori e delle fasce più indifese della popolazione.
In particolare, è stata evidenziata la collaborazione, nel rispetto dei ruoli e delle autonomie, per l’attuazione delle politiche sociali e la rilevazione dei bisogni e delle attese delle persone e delle famiglie in difficoltà per la perdita del lavoro e per l’insufficienza dei redditi necessari a soddisfare le esigenze di una vita dignitosa.
La pratica della sussidiarietà, e della lettura del territorio, attuata dai Circoli Acli, con il coinvolgimento dei cittadini e la valorizzazione della società civile, stimola la partecipazione democratica e il rapporto dialettico con la forze sociali e le Amministrazioni locali, per una azione condivisa e in rete a favore delle famiglie e della comunità.

L’immagine e l’esperienza delle Acli, fra l’organizzazione e il volontariato dei servizi, della cooperazione e delle imprese sociali, per la solidarietà e la coesione, favorisce la sperimentazione del welfare locale e comunitario per la fruizione dei diritti costituzionali e di cittadinanza. Per Armelloni, la presenza e la vocazione aclista, nella società e nella comunità cristiana, con la testimonianza evangelica del farsi prossimo del card. Martini, fa riscoprire l’identità dell’Associazione nell’azione per contrastare la lacerazione dei legami sociali, e per far emergere le situazioni di fragilità dei lavoratori e dei cittadini invisibili e vulnerabili nell’area dell’esclusione e della povertà.
Nell’attuale crisi si deve ripartire dalle realtà locali, dal dialogo nelle strade e nelle piazze, per combattere l’individualismo e l’indifferenza con esperienze condivise di solidarietà e occasioni di convivialità, e per superare gli interventi assistenziali e di emergenza al fine di migliorare la qualità della vita quotidiana delle persone. Sta emergendo una nuova condizione di disagio sommerso, con nicchie di emarginazione e di espulsione dal mercato del lavoro, mentre si diffonde una domanda di sicurezza che va affrontata con l’ascolto, la condivisione e l’accoglienza, per prevenire tensioni sociali e trovare soluzioni per uscirne insieme e non in solitudine.

Le reti associative e i Circoli Acli, con le attività di formazione e di promozione sociale, oltre che con i servizi e le azioni articolate sul territorio, vogliono testimoniare l’impegno ad elaborare proposte e attuare interventi per l’affermazione dei diritti di cittadinanza e di partecipazione democratica.
La coesione sociale e la solidarietà di territorio, con la sperimentazione di nuove azioni di inclusione e integrazione culturale, sono le finalità degli interventi previsti da Guzzetti, con progetti elaborati dalla Fondazione Cariplo per evitare il rischio delle tensioni e della disgregazione della società, nel rispetto delle diversità, con risposte e piani d’azione desinati alla valorizzazione del privato sociale e delle comunità locali.
Mons. Merisi, Presidente nazionale della Caritas, ha allargato lo sguardo all’Europa per invitare alla difesa del bene comune e alla solidarietà costruttiva, condividendo la sofferenza e il disagio del prossimo, nell’anno europeo per la lotta alla povertà e all’esclusione, con un livello minimo di protezione sociale e un accesso paritario ai servizi alle persone, per contrastare gli effetti della disoccupazione.
Per gli obiettivi di Lisbona e la sostenibilità dei processi economici, si deve condizionare il cammino europeo con orientamenti e condivisioni, la presenza nelle Istituzioni, ai tavoli del terzo settore e nelle consulte degli enti assistenziali, con la pedagogia dei fatti, i fondi di solidarietà, la testimonianza dell’accoglienza e della fraternità, il dono e la gratuità, in dialogo con le Chiese e con gli altri continenti.

Per affrontare le disuguaglianze in una società frammentata, è necessario, per Petteni della Cisl, ritessere la rappresentanza e valorizzare le infrastrutture sociali e il ruolo dei corpi intermedi, sulla spinta dell’esperienza della marcia per il lavoro con il Sindacato e le Acli in piazza, per evitare che quelli che hanno sbagliato continuino a pagare di meno degli innocenti.
La testimonianza del progetto di coesione sociale a Quarto Oggiaro e le esperienze innovative realizzate nelle diverse province lombarde nel sistema organizzativo dei Circoli Acli, oltre alle proposte emerse dai lavori di gruppo dei delegati, hanno consentito ad Armelloni di affrontare la questione del rapporto fra il messaggio dell’esperienza aclista e la pratica quotidiana dei servizi alle persone, della cooperazione e delle imprese sociali.
Sono emersi i temi del pluralismo nell’organizzazione, della governance della complessa realtà del movimento, del rapporto con gli iscritti e con gli utenti, delle diverse tipologie dei destinatari, dei valori associativi, dei contatti con i cittadini, dell’azione dei volontari, della comunicazione e dell’immagine, che dovranno essere affrontati nella prossima Conferenza organizzativa delle Acli in programma a Milano.

Gli interventi di Vittoria Boni e Paola Vacchina della Presidenza nazionale, hanno evidenziato la necessità di promuovere la dignità e il benessere delle persone, con una azione sociale e volontaria, incisiva ed efficace, per la promozione dei lavoratori, la solidarietà attiva alle famiglie, i diritti di cittadinanza, la partecipazione democratica.
Va realizzata una strategia di intervento con gli altri operatori sociali, portando i “diritti in piazza” e con l’iniziativa “fai la cosa giusta” per il consumo critico e gli stili di vita sostenibili, per dare testimonianza che un nuovo mondo è possibile se il sociale si organizza e si estende per coinvolgere le istituzioni e rinnovare il modo di fare politica.

 
 
 
 
 
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