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Non c'è convegno o manifestazione cittadina e fieristica, che non inserisca nel dibattito e fra le iniziative in programma, il tema dell'Expo, con le attività da intraprendere per arrivare preparati e da protagonisti all'appuntamento del millennio per l'area metropolitana milanese e lombarda.
Mentre le istituzioni continuano nel balletto dei ritardi e delle indecisioni progettuali, con incredibili oscillazioni sulle opere da realizzare, in bilico fra la tentazione di cementificare l'area espositiva e l'idea di creare una vasta tendopoli, la città sta elaborando autonome proposte di valorizzazione del ruolo di Milano nel mondo. Si tratta di mettere in campo tutte le forze disponibili, pur nell'articolazione delle competenze e delle esperienze economiche e sociali, del volontariato e della cooperazione internazionale, per aiutare il pianeta ad uscire dalla spirale del sottosviluppo, della fame e dell'ingiustizia secolare.
E' però necessario partire dalle contraddizioni del tessuto cittadino, per potere poi diventare credibili nella proiezione a livello internazionale delle richieste di collaborazione per l'organizzazione dell'Expo e per trovare soluzioni concrete e condivise per lo sviluppo sostenibile e la salvaguardia del creato.
L'accoglienza e l'integrazione degli immigrati, con il riconoscimento dei diritti di cittadinanza, la valorizzazione delle periferie, il raccordo con l'hinterland, la socializzazione delle azioni di solidarietà della società civile, la disponibilità all'ascolto delle istituzioni, sono le condizioni indispensabili all'avvio dell'Expo.
Con l'iniziativa della Casa della carità per i dialoghi di riconciliazione nella "città fragile", dalle carceri alla giustizia, dall'inclusione alla tutela della salute, dall'impresa sociale alla qualità della vita, si è aperta una stagione di coinvolgimento degli abitanti per una partecipazione più attiva al "farsi prossimo" a Milano.
C'è la mobilitazione contro le mafie e la corruzione, per una diffusa cultura della legalità , con incontri nelle scuole e nei quartieri, sulla vigilanza e la trasparenza degli atti amministrativi e per impedire le infiltrazioni malavitose nell'aggiudicazione delle gare, nei contratti d'appalto e nelle subforniture. E' richiesta la tracciabilità dei finanziamenti, con regole efficaci e controlli capillari sui lavori e sulle opere dell'Esposizione, per evitare ricatti e collusioni, pressioni ed estorsioni, inquinamenti e danni ambientali irreparabili.
Il Forum delle Regioni del mondo, promosso dalla Lombardia, ha allargato lo sguardo ai diversi Continenti, con il varo della "Carta di Milano" per migliorare lo sviluppo ambientale, sociale ed economico, nell'ambito della cooperazione internazionale, per le sfide delle crescita e del benessere globale.
Fra gli obiettivi della collaborazione regionale tra i vari livelli di governo locale, c'è la protezione della biodiversità , il controllo dell'inquinamento territoriale, l'efficienza energetica con le fonti rinnovabili, la salvaguardia dell'ambiente urbano e rurale, il contrasto ai cambiamenti climatici, il trasferimento di tecnologie.
Gli istituti di ricerca, le Università , le varie associazioni e le organizzazioni non governative, le società imprenditoriali pubbliche e private, sono invitate a partecipare ai progetti sull'innovazione della conoscenza, sull'efficienza nell'uso delle risorse e sui sistemi di welfare.
La conferenza mondiale di "Science for peace", all'Università Bocconi, ha redatto un programma di interventi per le diffusione della cultura di pace, con l'individuazione delle aree geografiche e degli ambiti di intervento in campo sanitario, civile ed educativo, per avviare progetti nei Paesi in conflitto.
Sul tema dell'Expo, "nutrire il pianeta, energia per la vita", si sono confrontati a Milano i dirigenti della Fao e i rappresentanti delle aziende private multinazionali impegnate nella filiera di produzione nel settore agroalimentare. E' emerso che le persone che soffrono la fame nel mondo sono oltre 1 miliardo a causa soprattutto degli elevati prezzi delle derrate alimentari, mentre si stima che, entro il 2050, la popolazione mondiale supererà i 9 miliardi, con la sfida di dover soddisfare il bisogno alimentare del pianeta.
Gli obiettivi di sviluppo del Millennio dell'ONU, prevedono di eliminare la fame, assicurare l'istruzione, promuovere la parità dei sessi, ridurre la mortalità infantile, migliorare la salute materna, combattere le malattie, assicurare la sostenibilità ambientale, sviluppare la collaborazione globale.
Se l'Esposizione internazionale riuscirà a proiettare Milano sulla scena internazionale, sarà merito non soltanto degli interventi urbanistici e della creazione di infrastrutture di collegamento con il bacino regionale e mondiale, ma anche della sensibilità e della condivisione dimostrata per le sorti del pianeta.
Le esperienze della società civile, da anni impegnata nei progetti di cooperazione decentrata, di solidarietà con i popoli colpiti dalla povertà e dai conflitti, di commercio equo e solidale, di difesa dell'ambiente, di volontariato per l'accoglienza e l'inclusione, sono un patrimonio irrinunciabile per le istituzioni e l'Expo.
La nutrizione, la sicurezza alimentare e la sostenibilità dello sviluppo, sono gli obiettivi del World food summit che ha chiesto investimenti nei Paesi in difficoltà , per il trasferimento di conoscenze e competenze, la tecnologia informatica, l'aumento della produttività dei piccoli agricoltori, lo stoccaggio dei prodotti.
C'e la questione delle biotecnologie, dei fertilizzanti, dei biocarburanti, delle sementi, dell'irrigazione, della produttività , del protezionismo, dell'accesso ai mercati internazionali, dell'approvvigionamento idrico, della rivoluzione verde e del miglioramento dell'efficienza in agricoltura.
L'Expo chiama tutti, dalle istituzioni ai cittadini, a collaborare per sradicare la fame nel mondo, a partire dalle testimonianze per la sobrietà , la condivisione, l'accoglienza, con la consapevolezza che "ogni uomo à "mio fratello". |