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Lavoro Economia Finanza


Pensioni e costo della vita
Aumenti dall'Inps per il 2010
di Piero Gazzotti - 15/02/2010


Nel 2009 il valore della pensione di 15,5 milioni di persone è stato di circa 10.049 euro lordi all'anno (significa 773,00 euro al mese ). L'aumento riconosciuto dall’Inps nel 2010 ai pensionati è solo dello 0,7% per le rendite che non superano cinque volte il minimo (si tratta di qualche euro in più). Inoltre, con la pensione del mese di gennaio del 2010, i pensionati hanno anche avuto un conguaglio negativo, pari allo 0,1%, in quanto il costo della vita calcolato provvisoriamente per l’anno 2009 è risultato inferiore.
Come è noto la rivalutazione delle pensioni viene calcolata sulla variazione dell'ìnflazione misurata dall'Istat (purtroppo dal 1992 non è più correlata alla dinamica salariale) ma non è certo in linea con l'effettivo potere d'acquisto che risulta essere in continua discesa. La creazione di un paniere apposito per i pensionati potrebbe costituire un efficace aiuto: questa scelta politica sinora è sempre stata disattesa.
Il valore della pensione va poi commisurato con il costo dei servizi alla persona, di cui l’anziano pensionato ha soprattutto maggiore necessita in campo socio-sanitario, assistenziale ecc. (e qui il discorso sarebbe molto lungo se pensiamo all'efficienza oltre che ai costi puri e semplici).
Non parliamo poi delle future pensioni dei giovani di oggi, dato che i coefficienti di calcolo con il sistema contributivo saranno agganciati alle aspettative di vita e più queste salgono, più i coefficienti si riducono: il risultato sarà quello di lavorare di più per ottenere pensioni più basse. I giovani di oggi saranno molto più poveri dei loro padri.

Vorrei fare un'ulteriore considerazione: la scarsità di lavoro costringe le famiglie a ricorrere ai nonni per la custodia e l’assistenza dei nipotini, nonché per l'aiuto al bilancio familiare, ma per quanto detto sopra, la situazione già oggi non si presenta confortante.
Purtroppo neppure l'ipotesi del nuovo sistema fiscale porterà sollievo a chi ha redditi bassi; infatti, da una prima analisi, si verifica che i maggiori sgravi si concentrano nella fascia di redditi più alti (dai 40.000 euro lordi anno, a salire). Per salvaguardare la progressività del sistema fiscale, che passerebbe da cinque a solo due aliquote, si dovrà operare sulle deduzioni dal reddito e si spera che, almeno in questo, ci sia un occhio di riguardo a chi ne ha più bisogno.