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“Sentinelle del territorio, costruttori di solidarietà” è il titolo della campagna per il tesseramento 2010 iniziata il primo gennaio scorso e che si concluderà il 30 novembre.
“Sentinelle del territorio, costruttori di solidarietà” è anche il titolo della conferenza organizzativa e programmatica di metà mandato che si è svolta il primo fine settimana di febbraio.
Aderire alle Acli vuol dire costruire solidarietà nel tempo della crisi. Di più. Vuol dire partecipare come persone e come famiglie a realizzare una società migliore, più giusta, più sobria. Questo è il messaggio che vogliamo dare: rinnovare la propria adesione o sottoscriverla per la prima volta vuol dire detenere una tessera di un grande mosaico, di una grande e appassionante avventura popolare.
L’invito è quello di rivolgersi ai nostri circoli e ai nostri nuclei e di impegnarsi concretamente insieme ai nostri “dirigenti di base”. “Sentinelle del territorio, costruttori di solidarietà” sono infatti le nostre strutture di base e le persone che le animano, che saranno i principali protagonisti della Conferenza organizzativa e programmatica di metà mandato. Questo appuntamento consentirà al sistema aclista milanese di sottoporre a verifica i processi, le relazioni e i risultati del nostro quotidiano fare associazione, esaminando lo scarto tra intenti e realizzazioni, tra dichiarato e vissuto, tra le affermazioni di principio e le pratiche agite.
I Circoli e i Nuclei Acli si identificano sul territorio e nei luoghi di lavoro in maniera differente secondo il tipo di attività svolta e la propria capacità di articolare la proposta sociale e associativa del nostro Movimento.
Ad un primo sguardo l’elemento che caratterizza principalmente le nostre strutture di base, anche per le loro caratteristiche di visibilità e concretezza, sono i servizi, in specie il Patronato e il Caf, e con una tendenza ad un aumento della qualità e della differenziazione dell’offerta. Questo però è solo il primo impatto: i circoli e i nuclei delle Acli milanesi, anche i più piccoli ed “invecchiati”, sono luoghi di cittadinanza attiva nei confronti della comunità civile e di sevizio di pastorale sociale nei confronti delle comunità cristiane.
I Circoli e i Nuclei vengono identificati come luogo di competenze sui diritti, condotti da persone conosciute e riconosciute nei contesti nei quali operano e con la capacità di proporre momenti di lettura della realtà degni di attenzione e rispetto perché frutto dell’interazione tra riflessione e lavoro sul campo.
Dai Circoli e dai Nuclei, spesso in proficua interazione con le zone e con la sede provinciale, sono nate in questi anni molte nuove pratiche associative e di servizio come risposta alla lettura dei mutamenti sociali. Hanno sviluppato nuove forme di aggregazione: un associazionismo familiare, di prossimità, di mutuo aiuto, di consumo attivo e consapevole, di affermazione della cultura della legalità. Hanno sviluppato nuove forme di impegno civile legate ai comportamenti economici (consumo critico, finanza etica, turismo responsabile, risparmio energetico…). Hanno saputo rendere i grandi momenti di mobilitazione mondiale contro la povertà momenti di educazione ad un modello di sviluppo equo e sostenibile per le nuove generazioni, per le loro comunità, per le loro istituzioni locali. Hanno saputo cogliere l’occasione della grande iniziativa del Fondo Famiglia-Lavoro per orientare lavoratori in difficoltà, per proporre occasioni di riflessione sulla crisi del nostro modello economico e sociale alla comunità civile e religiosa, per fare rete con altre importanti realtà territoriali della società civile. Hanno saputo offrire ai migranti, i nuovi cittadini, scuole di italiano, iniziative formative, servizi, occasioni di socialità e di sport, momenti di dialogo ecumenico ed interreligioso.
Tutto ciò è stato possibile grazie soprattutto ai nostri “dirigenti di base”. La cura per questi ‘speciali’ animatori sociali è sempre stata al centro dell’attenzione delle Acli; oggi tuttavia questo compito richiede uno sforzo di riflessione corale e collettiva per preservare e traguardare nel futuro questo grande patrimonio che il nostro movimento con l’intelligenza e la passione di tanti aclisti ha saputo costruire. Oggi, accanto al loro impegno ordinario, i nostri circoli devono essere in grado di adempiere ad un nuovo compito: aprire porte e finestre a nuove persone e accompagnare nuove responsabilità che si affianchino a quelle esistenti.
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