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Lavoro Economia Finanza |
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OSSERVATORIO LAVORO: intervista a mons. Luigi Testore |
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Raccolti 6 milioni, ma il Fondo non può sopperire alle carenze del welfare |
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- 19/11/2009 |
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Tra gli obiettivi
di questa iniziativa vi è anche quello, particolarmente
impegnativo, di orientare coloro che perdono il lavoro a utilizzare
risorse e provvidenze dello stato sociale disposte dalle istituzioni
pubbliche ai diversi livelli, realizzando una sorta di accompagnamento
alle persone e alle famiglie nel perdurare della crisi e dei suoi
effetti sui redditi: quali risultati si sono finora ottenuti?
Si è molto puntato in questo senso sull'aiuto delle ACLI e sulla
formazione degli operatori dei centri di ascolto affinchè
possano approfondire le loro conoscenze sulle possibilità di
reinserimento lavorativo. Debbo tuttavia constatare che la situazione
attuale è particolarmente difficile e spesso la ricerca di una
nuova possibilità lavorativa appare molto ardua, data l'odierna
situazione del mercato del lavoro. Questo è quanto ci preoccupa
maggiormente perchè l'intendimento del Fondo è proprio
quello di offrire un sostegno economico momentaneo e soprattutto un
ausilio nella ricerca di una nuova soluzione lavorativa. Il fatto che
sia ora così difficile ritrovare una occupazione, pone seri
problemi, anche se il nostro contributo non è finalizzato
esclusivamente a chi ha alte probabilità di reinserimento
lavorativo, ma a dare comunque dignità a chi si trova in
difficoltà .
Poichè il
Fondo si prefigge di aiutare le famiglie e superare una fase di
difficoltà dovuta alla perdita del lavoro, si ritiene, e si
è in grado, di attuare forme di monitoraggio e verifica
sull'esito e sull'efficacia degli aiuti erogati?
L'indicazione data ai Distretti del Fondo è proprio quella di
monitorare l'evolversi delle singole situazioni ed ovviamente di non
considerare concluso il proprio compito nel momento in cui si riesce ad
erogare un sussidio. Ma forse è ancora presto ora per avere
risultati chiari in proposito. Gli operatori locali, i Centri di
Ascolto e le comunità cristiane sentono certamente di avere un
compito di accompagnamento delle situazione incontrate.
Il
Fondo ha già dato risposte positive a tante richieste di aiuto,
ma la situazione occupazionale anche nei territori della nostra
Diocesi è destinata a peggiorare nei prossimi mesi e per buona
parte del prossimo anno. Il Fondo si sente preparato ad affrontare
questa emergenza? Sarà necessario individuare nuove
modalità di rilevazione del bisogno e/o di erogazione degli
aiuti?
Indubbiamente il Fondo sa di non essere in grado di affrontare questa
emergenza. E' nostra intenzione fare tutto il possibile per rilanciare
anche la raccolta di contributi nel prossimo periodo, ma eravamo consci
fin dal principio che il nostro poteva essere solo un segno per
sensibilizzare su questi temi. Non è certo possibile per noi
sopperire alle carenze del welfare nel nostro paese. Le nostre
possibilità di aiuto concreto sono molto limitate. Il nostro
Arcivescovo ha promosso questa iniziativa perchè desidera che la
comunità cristiana si senta coinvolta, conosca maggiormente
questi problemi ed agisca nella misura delle sue possibilità . |
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