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Opinioni


Insieme contro la crisi
La proposta del Fondo Famiglia Lavoro lanciata da Tettamanzi coinvolge le Acli
di Gianni Bottalico - 29/01/2009

FOTO - Il cardinal Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano e a sinistra, il presidente delle Acli milanesi Gianni Bottalico.

L'iniziativa annunciata a Natale dall'Arcivescovo di Milano cardinal Tettamanzi, della costituzione di un "Fondo famiglia - lavoro" per chi perde l'occupazione a causa della crisi, rappresenta un gesto di grande valore educativo, nella prospettiva di una città  e di una società  più solidali. Credo si tratti di un messaggio indirizzato innanzitutto a chi sente di meno gli effetti della crisi perchè non resti indifferente alle difficoltà  del prossimo.
Infatti, la società  italiana continua a viaggiare a due velocità : ci sono ampie fasce di ceti popolari e medi in apprensione per il proprio posto di lavoro o per l'andamento della propria attività  autonoma, che settimana dopo settimana si aggiungono a coloro che già  da tempo si trovano in seria difficoltà  nel fare fronte alle necessità  della vita, per i mutui da pagare, per il lavoro precario, per l'occupazione persa e non più trovata.
Ma c'è anche un'altra fascia di cittadini, forse altrettanto ampia, che non avverte, o non avverte ancora, su di sè gli effetti della crisi e che continua a mantenere un alto tenore di vita. Spesso tale divisione si manifesta all'interno di una stessa famiglia e la linea di separazione tra l'una e l'altra condizione è molto più labile di quanto si creda.

Dunque, il cardinal Tettamanzi ha voluto ricordare che per superare il momento eccezionale di crisi serve innanzitutto un senso di appartenenza che coinvolga tutti, un senso di orgoglio per una tradizione ambrosiana attenta ai più deboli, poichè la solidarietà , prima ancora che aiutare chi ha bisogno, è riconoscersi reciprocamente in una comune storia, in un comune obiettivo, specialmente nei momenti di crisi. Ciò vale sia sul piano dei rapporti interpersonali, che in quello della vita sociale e politica. Le diverse sensibilità  e i diversi orientamenti non devono essere di ostacolo ad una collaborazione che mette al di sopra di tutto la ricerca del bene comune, perchè, come ha affermato l'Arcivescovo di Milano nell'omelia di Natale, «solo insieme è possibile affrontare e superare le difficoltà  che sperimentiamo e che si prospettano».
In questa direzione, la costituzione del "Fondo famiglia – lavoro" per coloro che stanno pagando il prezzo più alto di questa crisi, cioè i lavoratori che perdono l'occupazione, e le loro famiglie, può veramente costituire quel segno capace quasi di dare il "la" ad un concerto di solidarietà  nel nostro territorio. Anche le Acli si sentono interpellate. Innanzitutto per essere state indicate dall'Arcivescovo, insieme alla Caritas Ambrosiana, come strumento per la gestione del "Fondo famiglia – lavoro" sul territorio e nei vari decanati. Stiamo mobilitando i circoli Acli sul territorio che riuniremo in assemblea straordinaria a fine mese, per la sensibilizzazione, la contribuzione al fondo, l'individuazione dei bisogni. Inoltre, insieme alla Caritas e altre associazioni proponiamo di costituire un osservatorio sul lavoro per lo studio del territorio, l'analisi della situazione occupazionale, delle fabbriche, prestando particolare attenzione ai molti che non beneficiano di alcuna forma di ammortizzatore sociale.
Siamo consapevoli che quanto riusciremo a fare concretamente non è che una goccia in un mare di bisogni. Questo, però ci stimola ad andare alla radice delle difficoltà  del momento attuale, dove vi è un insopprimibile aspetto etico, che in questi anni è venuto meno, come ha osservato il cardinal Tettamanzi, «in quella finanza divenuta virtuale, che ha perso di vista l'economia reale centrata sul benessere delle comunità  e dei singoli».

Le Acli milanesi si sentono impegnate anche a fare in modo che gli effetti negativi della crisi economico-finanziaria che sperimentiamo sulle nostre vite, possano divenire un occasione propizia per riscoprire il primato delle ragioni del bene comune su ogni altra cosa. Possano ridare slancio ad una progettualità  politica che concepisca ogni attività  umana, compresa l'economia e la ricerca del profitto, in funzione della centralità  della persona, della costruzione di una città  a misura d'uomo. Questo però richiede un cambio di mentalità  in grado di modificare i criteri con cui vengono prese le decisioni che hanno a che fare con gli interessi della collettività .

Dal Fondo "famiglia - lavoro" un nuovo modello di sviluppo per il bene comune
Gesti di solidarietà  per un nuovo rapporto tra economia e politica
 
 
 
 
Informazioni sul Fondo Famiglia - Lavoro
Le Acli e il Fondo Famiglia - Lavoro