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Cultura


Persona e Comunità  per un consenso etico tra le culture
Rodotà  e p. Casalone sostengono la possibilità  del dialogo
di Gianni Bottalico - 16/06/2007

FOTO - Giovanni Bianchi, presidente dell'Associazione Persona e Comunità .

Il 16 giugno scorso a Milano presso i Gesuiti di Piazza San Fedele, si è svolto il secondo convegno promosso dall'Associazione Persona e Comunità , presieduta da Giovanni Bianchi e sorta per contribuire a rafforzare l'area cattolico-democratica nel processo costituente del Partito dell'Ulivo. Il tema dell'incontro "Per un consenso etico tra le culture" è stato posto da Giovanni Bianchi nel tentativo di individuare delle nuove forme di dialogo per il governo democratico di una società  sempre più disgregata ed ingiusta, in due direzioni: rispetto ai nuovi problemi etici che si aprono con lo sviluppo della ricerca scientifica e con i progressi della medicina, e rispetto alla necessità  di un dialogo etico tra culture, fedi, etnie diverse, problema sempre più sentito a causa dell'aumento del numero delle persone immigrate nella societa italiana. Insomma, l'attenzione all'elemento culturale come presupposto per un'iniziativa politica efficace.
Su questo punto è interessante e curioso notare che esiste una qualche affinità , nei rispettivi ambiti, tra l'impostazione data da Giovanni Bianchi e quella dell'Amministratore Delegato della Fiat Sergio Marchionne. Come per l'uno l'efficacia dei progetti politici dipende dalle fondamenta culturali, così per l'altro l'elemento culturale è di fondamentale importanza nell'attività  di una multinazionale. Infatti, l'AD della Fiat, due giorni prima aveva detto a Milano che la sua azienda aveva iniziato a posizionarsi sui mercati emergenti, come India e Cina, solo da quando è riuscita a capire che occorreva approcciarsi a quei mercati con la mentalità  di quei Paesi, che la loro cultura era l'elemento che più incideva sui processi di produzione e di mercato.

L'incontro di Persona e Comunità  ha visto dialogare sulla possibilità  di un consenso etico tra culture due personalità  del calibro di Stefano Rodotà , Ordinario di Diritto civile all'Università  "La Sapienza" di Roma, e di p. Carlo Casalone, Vicedirettore di "Aggiornamenti sociali". Rodotà  ha posto la necessità  di trovare dei luoghi dove poter perseguire intese che siano frutto di un accordo di volontà  a partire da posizioni diverse, e non dettate da tatticismi effimeri. Ed ha individuato nel Comitato etico lo strumento più idoneo per rendere pubblica la discussione sui temi etici, lasciando poi alla politica il compito di dirimere i punti più controversi.
L'ex Garante della privacy ha poi ricordato i tre grandi limiti posti in Europa alle sperimentazioni mediche e scientifiche: la necessità  del consenso informato della cavia umana (non di rado violato dalle aziende farmaceutiche), la privacy e il divieto di rendere mercificabile il corpo umano o parti di esso.

Padre Casalone ha analizzato le due diverse linee di lettura con cui la cultura contemporanea guarda alla vita: la sacralità  e la qualità  dell'esistenza ed ha individuato nell'approccio fenomenologico la loro sintesi, un approccio che sottolinea come l'esperienza individuale sia sempre un dischiudimento graduale e parziale di senso, che ha bisogno di essere compreso e, tramite la relazione, arricchito. Con questo incontro Persona e Comunità  ha compiuto un altro passo importante nella definizione della sua piattaforma ideale, culturale, politica e programmatica.
Non resta che intercettare nei territori e tra la gente la domanda di buona politica che, in particolare in questa fase, molti esprimono, per dare un contributo di sostanza ad un dibattito sul Partito Democratico che fino ad ora è apparso un po' troppo asettico, freddo e poco significativo per il popolo perchè lontano da ciò che sta più a cuore alla gente.
 
 
 
 
 
Pe.Co. sul Partito Democratico a Milano